Comunque parlando del concerto è stata una di quelle cose che puoi fare al massimo tre volte nella vita. E credo proprio che questa per me fosse già la terza. 
Immagina di arrivare a Lucca alle quattro e la migliore posizione che riesci a trovare è sdraiato sul marciapiede in quarta fila davanti a un albero. Immagina migliaia di persone che preferiscono non bere liquidi per non dover affrontare file chilometriche al cesso e perdere il posto (dietro l'albero). Alle sei e un quarto accanto a me è scoppiata una rissa (quando lo spazio vitale si riduce la gente tende a impazzire velocemente). Da quel momento in poi ci siamo tutti alzati e io ho trovato una posizione “Privilegiata” in quinta fila non più dietro l'albero e sono stato così, in piedi strippato come una sardina, per sette ore. Non potevo nemmeno spostare un piede o stendere un braccio.
 Le quattro ore successive sono state una specie di esperimento sociale sulle reazioni del genere umano sottoposto a privazioni provvisorie della libertà di movimento. Ho sentito un fiorentino sulla cinquantina bestemmiare per 15 minuti di fila contro la moglie per ragioni che non mi sono ancora del tutto chiare. Ho respirato fumo passivo per due ore. Ho visto due ragazzi arrampicarsi sugli alberi. Ho visto gli omini della sicurezza sfondare le retine dei suddetti ragazzi sugli alberi con dei laser micidiali per farli scendere.
“Se volevate vedere meglio il concerto dovevate pagare di più” ha detto ieri l'organizzatore. Ad esempio pagare i 200 euro di chi stava nel prato A, oppure i 1000 di chi era accomodato sulle mura, con tanto di open bar e servizio al tavolo. A dispetto di noi poveracci che ne abbiamo tirati fuori solo 130.
Per fortuna quando sono arrivati gli Stones tutto questo è passato in secondo piano (Penso che l'organizzatore avesse fatto a suo tempo lo stesso ragionamento). E quindi niente ho passato le due ore dello show a chiedermi se fossero veramente loro. In alcuni momenti ho pensato a delle controfigure, o che stessero suonando in playback. Insomma è un po' come quando ti ritrovi davanti a una meraviglia della natura che hai sempre visto in televisione e poi quando te la ritrovi davanti stenti a crederci. Alla fine mi sono convinto che gli Stones sono degli ultraumani, e che la loro musica è come una scarica di ottimismo in versione rock. E più il concerto andava avanti e più mi convincevo che se ce la facevano loro ce la potevo fare anche io, almeno lì quella sera, a resistere in piedi nella calca umana. E credo che il significato ultimo della loro musica e della loro vita sia semplicemente questo: un invito a resistere al tempo, godendosi la vita sempre. E non so come ma posso dire che lo spettacolo alla fine me lo sono goduto davvero e quando tutto è finito ero elettrizzato, meravigliato, carico. Come quando scendi dalle montagne russe e sei felice per il solo fatto di essere ancora vivo.

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